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Recensione: Roguecraft

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Roguecraft

Roguecraft
Editore/Sviluppatore: Thalamus, BadgerPunch Games
Genere: Dungeon Crawler/Roguelike
Piattaforma: Amiga

Sito: https://thalamusdigital.itch.io/roguecraft

L’amore per i Dungeon Crawler scorre potente nel sottoscritto. Un genere che prende le caratteristiche dai gdr, semplificandole e portandole all’interno dei soli dungeon dove conta poco il dialogo ma di più l’azione.

Arraffa il tesoro, abbatti il mostro, esci dal livello… questo è l’ossatura di un dungeon crawler ed in passato ne sono usciti tanti e di ottima fattura.

Tra questi potrei citare la mia saga preferita, quella di Eye of the Beholder ed in particolar modo le sue due incarnazioni per Amiga, dove ho passato ore ed ore ad esplorare labirinti e pestare mostri.

Proprio su Amiga ci ritroviamo tra le caverne isometriche di Modercom, dove impersoneremo Zendar, uno degli ultimi eroi conosciuti.

Alla guida di questo coraggioso ometto dovremo addentrarci nei pericolosi labirinti e recuperare un potente artefatto.

La prima cosa sarà scegliere la classe d’appartenenza tra le tre presenti:

Guerriero: Più tenace e forte con la spada, la scelta ideale per chi vuole cominciare senza troppo fronzoli e al livello più semplice.

Ladro: Armato di doppie lame e capace di teleportarsi d qualche casella. Meno resistente e quindi il livello di difficoltà è medio.

Mago: La classe più difficile! Cagionevole di salute e poco incline al corpo a corpo ma capace di sferrare roboanti proiettili magici.

Ogni classe di gioco ha un proprio indicatore di saluta massimo mostrato in alto con dei piccoli cuori rossi e un indicatore di forza che si trova appena sotto con una barra blu.

È possibile aumentare sia la salute che il livello di forza attraverso l’uccisione di un certo numero di nemici oppure recuperando alcuni oggetti o pozioni. L’uccisione di un numero cospicuo di avversari rilascerà nella stanza una gemma rossa (aumenterà i cuori) oppure una gemma blu (accrescerà la forza).

Zendar si muove attraverso stanze che verranno rivelate su una mappa laterale ma mano che verranno esplorate.

Lo scopo è trovare la scala che porta al livello successivo. Compito non semplice visto che la chiave è solitamente nascosta da qualche parte nello stesso dungeon e ben protetta.

Una volta recuperata, la porta del nuovo livello si apre e viene contrassegnata sulla mappa da un pallino blu.

I dungeon di Roguecraft vengono generati in modo procedurale e presentano il classico menù di questo genere di giochi: tesori, segreti, trappole e una vagonata di nemici.

Il proseguire dell’avventura non solo ci permetterà di potenziarci ma presenterà anche nemici via via più coriacei, consigliamo quindi di bilanciare saggiamente la forza prima di affrontare i livelli più in basso.

Il movimento di gioco è a turni, con l’eroe che si muove facendo il suo turno e i mostri nella stanza che si muovono in risposta alla sua azione.

Si ingaggia il combattimento spostandosi in direzione del mostro di turno e affrontandolo nel quadrato accanto (o lanciando da lontano un proiettile magico nel caso della scelta del Mago).

In automatico avverrà lo scontro.

L’uso del pulsante di fuoco è per l’inventario. Premendolo si passa ad un pannello situato in basso dove si potrà selezionare e leggere quello che abbiamo raccolto nel nostro girovagare.

Solitamente si tratta di pozioni e ce ne sono diverse: la pozione verde è un classico cura ferite, la pozione blu e quella rossa invece cambiano effetto in ogni partita.

Tra i possibili effetti possiamo citare il Congelamento, l’Esplosione, Rivelazione e il Teletrasporto. È presente anche una folle bottiglia contenente Alcol che metterà a dura prova i nervi dei giocatori più esperti con effetti curiosi.

Se si dovesse morire prima di arrivare al mega boss finale, apparirà una schermata di Game Over che riassume tutto il punteggio, il livello raggiunto, quanti forzieri recuperati, quanti segreti rivelati e… quale mostro ci ha ucciso!

Uno sviluppo piuttosto lungo ha portato ad un titolo atteso e da dieci e lode o quasi.

Un titolo graficamente eccelso e dall’ottimo comparto sonoro. Lo sprite principale in ogni sua classe è caratterizzato da un buon numero di animazioni così come lo sono i mostri. Fondali, grafica e colori sono perfetti e d’amosfera.

Bellissima la colonna sonora, capace di coinvolgere e di non stancare mai.

C’è tantissima varietà nell’affrontare i livelli con le tre classi di gioco, c’è varietà nei dungeon e nei mostri.

Ma il vero colpo da maestro è nel design dei livelli e dal coinvolgimento che si ha nell’esplorazione.

Sembra tutto semplice all’inizio ma con il susseguirsi degli eventi e delle partite Roguecraft crea dipendenza.

Unica pecca è l’eccessiva difficoltà con la modalità “mago”. Livello di sfida da veri eroi.

Un’inezia, ma è consigliato fare tantissima pratica con le altre classi prima di imbarcarsi nell’avventura con il maghetto.

Roguecraft può essere giocato su Amiga con chipset ECS/AGA, 1 Mb di Chip ram e 1 Mb di altra ram e processore 68000. I ragazzi di BadgerPunch consigliano una configurazione A1200 per aver miglior esperienza di gioco e meno problematiche di rallentamento. Ovviamente funziona senza problemi su qualsiasi emulatore e su A500 mini.

Che dire di più… indossate la vostra armatura, prendete la spada e gettatevi nella mischia.

PRO:
Aspetto tecnico perfetto. Grafica, animazioni, colori e audio di prima qualità.
Interessanti le dinamiche delle pozioni e perfetto il design dei livelli.

CONTRO:
La classe MAGO è per veri hardcore gamers.

VOTO: 9,5/10

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