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Recensione Final Vendetta

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Final Vendetta
Sviluppatore: Bitmap Bureau
Editore: Numskull Games
Piattaforme: Playstation 4, Xbox One, Microsoft Windows. Linux, Xbox series X/S, Playstation 5, Nintendo Switch, Classic macOS

Genere: Beat em up

Versione recensita: Windows e Nintendo Switch
Modalità di gioco: 1 o 2 giocatori

Tornano gli anni 90! Sembra proprio che la rinascita del genere piacchiaduro a scorrimento sia in pieno svolgimento e questo non può che farmi felice.

Titoli come Streets of Rage4, Scott Pilgrim vs the World e l’ultimo Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge stanno sventolando altissima la bandiera di questo genere che in molti sostenevano avesse raggiunto l’apice negli anni delle Spice Girls e del primo Jurassic Park al cinema.

Adoro i picchiaduro e così Final Vendetta di Numskull Games sviluppato dai Bitmap Bureau.

Questo team di pazzi scatenati ha realizzato il gioco con uno stile artistico “pixelato” soprarendente e un impegno intransigente per la difficoltà. Questo è sicuramente un picchiaduro “vecchio stile” ma è un buon gioco? Diamo un’occhiata al volo e scopriamolo.

Con un gameplay cooperativo per due giocatori e la scelta di tre combattenti temprati e pronti a tutto, Final Vendetta ci fa sentire subito a casa. Per iniziare, devi scegliere tra la dura e brillante Claire Sparks, l’astuto ragazzo di strada Duke Sancho e il gigantesco ex-wrestler canadese Miller T. Williams.

Fatta la scelta si svende in strada per sconfiggere la malvagia gang dei Syndic8.

Storia semplice e forse scontata, ma è quello di cui abbiamo bisogno in questo genere di giochi. Il controllo dei personaggi è perfetto e lo sviluppatore ha prestato molta attenzione ai classici come FInal Fight, Vendetta e il leggendario Streets of Rage.

Abbiamo un pulsante per l’attacco che può essere anche combinato con il salto. Possiamo in una direzione diversa per schivare, possiamo bloccare il colpo avversario e combinare i pulsanti Y e B per eseguire un attacco speciale e diverso per ogni personaggio, che libererà spazio intorno a noi.

C’è un indicatore speciale che accumula costantemente mentre combattiamo. Insomma abbiamo tutto quello che ci serve.

E’ importante sottolineare che ciascuno dei tre personaggi è diverso da controllare, con differente velocità e differente “peso” durante il gioco.

Personalmente preferisco un ritmo di gioco più veloce, ma alla fine ho deciso di portare a termine il titolo utilizzando Duke.

Come dicevamo questo è un titolo difficile. Non fa prigionieri e si vede. Si dovrà essere bravi a mantenere le proprie vite e cercare le vite extra nascoste nei livelli perché una volta esaurite, non ci sono continue.

Sembra frustrante e farà storcere il naso alle nuove generazioni, ma è dannatamente “old school”. Sebbene le fasi di gioco siano brevi con i boss ci vorrà un po’ di pratica per capire come affrontarli.

Parlando proprio dei nemici di fine livello, sono tutti una gioia. Hanno una grande varietà di tattiche e sono decisamente ben caratterizzati.

Superando il gioco arcade in modalità easy o hard sblocca la modalità sopravvivenza, ovvero un flusso continuo di nemici in cui avremo una sola vita per tenerli a bada. Devastante!

Il punto dove il titolo cade per me è principalmente nella sua stretta aderenza al gameplay anni’90. Comprendo che voglia identificarsi come un titolo “difficile”, ma includere l’opzione di un numero limitato di continue poteva essere implementata.

Final Vendetta è una lettera d’amore di successo ai picchiaduro dei gloriosi anni 90 che sottolinea perfettamente nel suo gameplay tutto ciò che ha reso grandi quei titoli.

Non fa nulla di nuovo in questo genere e potrebbe essere una sfida troppo ostica per le nuove generazioni di gamers.

Vorrei che ci fosse un po’ più di stile moderno e un tocco in più di immaginazione, ma è un titolo davvero grande che merita di essere giocato.

PRO:
Un grandioso omaggio al genere dei beat em up.
Tecnicamente bellissimo

CONTRO:
Difficoltà micidiale se non si è abituati
Nessun continue

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Nato nel 1977, dal 1981 si diverte a blastare mostri in ogni forma di gioco elettronico. Ha cominciato a scrivere di videogiochi e di gioco in generale ad inizio anni 90 ancora ragazzo. Dopo 40 anni è ancora qui a parlare di giochi e di sistemi di gioco.

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